
SEO tecnica: quali sono gli aspetti chiave e come ottimizzarli
La SEO tecnica (o technical SEO) rappresenta l’insieme delle operazioni che riguardano la struttura, le prestazioni e l’accessibilità di un sito nei confronti dei motori di ricerca e degli utenti. Si tratta di attività che vanno oltre il solo contenuto o la keyword research e che mirano a garantire che il sito web sia perfettamente fruibile, veloce, sicuro e correttamente indicizzabile per i motori di ricerca.
Una corretta implementazione della SEO tecnica accresce la possibilità del sito di essere scansionato, aggiunto all’indice di Google e posizionato nelle SERP (Search Engine Results Page).
In questo articolo, spieghiamo quali sono i tre requisiti indispensabili per rendere un sito indicizzabile, come funziona la scansione di un sito web e quali sono gli altri aspetti chiave per una SEO tecnica ottimizzata per i motori di ricerca.
I 3 requisiti tecnici indispensabili per l’indicizzazione di un sito web
Affinché una pagina possa essere indicizzata e posizionarsi nella Ricerca Google, devono essere soddisfatti tre requisiti tecnici fondamentali. Senza questi presupposti, anche un contenuto di alta qualità rischia di non essere preso in considerazione.
1. Googlebot deve poter scansionare il sito
Google può indicizzare solo le pagine pubbliche e accessibili ai propri crawler bot. Se una pagina richiede un login o presenta meccanismi che bloccano la scansione (ad esempio tramite robots.txt, direttive noindex, protezioni server o restrizioni di accesso), Googlebot non potrà raggiungerla.
Per verificare se Googlebot riesce a accedere correttamente ai tuoi URL è utile analizzare il file robots.txt all’interno del tuo sito, se trovi delle regole disallow vuol dire che stai bloccando l’accesso a quelle pagine.
N.b: in alcuni casi, per pagine non utili agli utenti e ai motori di ricerca, può essere giusto lasciare il blocco della scansione. Per saperne di più leggi il nostro articolo sulla gestione del file robots.txt in ottica SEO.
Ad ogni modo, puoi trovare una segnalazione dei contenuti bloccati e dei contenuti non indicizzabili nelle seguenti sezioni di Google Search Console:
- il report Statistiche di scansione in “Impostazioni”.
- il report Indicizzazione delle pagine.
- lo strumento Controllo URL che ti permette di testare una singola pagina.
Questi strumenti permettono di individuare rapidamente pagine bloccate o non raggiungibili.
2. La pagina funziona correttamente (codice HTTP 200)
Google indicizza solo le pagine che restituiscono un codice di stato HTTP 200.
Le pagine che generano errori client (4xx) o errori server (5xx) generalmente non vengono indicizzate e non possono posizionarsi.
Tramite lo strumento Controllo URL o con un semplice controllo via browser puoi verificare lo stato di ogni pagina. È importante correggere tempestivamente:
- pagine non trovate (404).
- redirect mal configurati.
- errori 500 legati al server.
Solo una pagina pienamente funzionante può diventare parte dell’indice di Google.
3. La pagina contiene contenuti indicizzabili
Una volta verificato che Googlebot riesca a raggiungere la pagina e che questa sia funzionante, il motore di ricerca controlla la presenza di contenuti indicizzabili.
Sono considerati indicizzabili:
- contenuti testuali in formati supportati da Google.
- contenuti conformi alle norme anti-spam.
- contenuti privi del tag noindex; per verificare puoi usare Screaming frog, un software che simula la scansione dei bot dei motori di ricerca; in PistacchioWeb, per esempio, usiamo Screaming frog per fare SEO audit, analisi tecnica e controllare che il sito sia ben indicizzabile e senza pagine 404 appena viene messo online. In alternativa, puoi visualizzare il codice sorgente della pagina e usare CTRL+F per cercare il tag noindex che è presente nel tag head del codice. Per una corretta indicizzazione il tag noindex non deve esserci.
- contenuti leggibili senza dipendere da script bloccati o dinamiche che impediscono il rendering.
Se il contenuto è di scarsa qualità, nascosto o generato in modalità non accessibile al crawler, Google potrebbe decidere di non indicizzarlo.
Come funziona la scansione dei siti web
La scansione dei siti web segue un processo preciso diviso in tre fasi: scoperta, scansione e indicizzazione. Tutto comincia dalla scoperta, momento in cui Googlebot individua l’esistenza di un URL attraverso link interni, link esterni, sitemap XML o richieste inviate tramite Search Console.
In questa fase l’algoritmo decide quali pagine vale la pena visitare, valutando la struttura del sito, la frequenza degli aggiornamenti e la qualità dei collegamenti che conducono alla risorsa.
Una buona architettura interna facilita questo passaggio, perché permette a Google di capire con facilità quali pagine sono importanti e come sono collegate tra loro.
Dopo aver scoperto un URL, il crawler passa alla fase di scansione, cioè la visita tecnica della pagina. Googlebot invia una richiesta HTTP e analizza la risposta del server: solo le pagine che restituiscono un codice 200 possono essere elaborate correttamente.
Gli errori 404 o 500, oppure un blocco nel file robots.txt, impediscono la scansione. In questa fase Google considera anche il crawl budget, ovvero la quantità di risorse che decide di analizzare in base alla velocità del sito, alla presenza di errori e alla solidità dell’infrastruttura.
Se la pagina utilizza JavaScript per mostrare contenuti, Google può effettuare un rendering per interpretarli; tuttavia, se gli script bloccano elementi rilevanti o li caricano in modo non accessibile, alcune parti potrebbero non essere comprese.
Infine, quando la scansione è completata, si passa all’indicizzazione, la fase in cui Google decide se inserire la pagina nel proprio indice. Qui l’algoritmo valuta la qualità e la chiarezza dei contenuti, la presenza di elementi indicizzabili, l’assenza di spam, la sicurezza della pagina (HTTPS), l’uso dei canonical, l’assenza del tag noindex e la coerenza con le altre pagine del sito.
Una risorsa ben strutturata, leggibile e utile ha alte probabilità di essere indicizzata, mentre contenuti duplicati o tecnicamente problematici possono essere scansionati ma non inseriti in SERP.
Guida agli aspetti chiave della Technical SEO
Per rendere un sito web scansionabile e indicizzabile ci sono molti altri aspetti su cui lavorare. Non solo per rendere il proprio sito accessibile, ma anche per migliorare alcuni aspetti tecnici e favorire la scansione da parte dei motori di ricerca.
L’ottimizzazione di questi aspetti migliora anche l’esperienza degli utenti sul sito. Inoltre, una buona technical SEO permette a Google di scansionare un sito web con meno risorse possibili e usare meno crawl budget: fattore che può incidere sul posizionamento del sito.
Di seguito analizziamo gli aspetti tecnici principali cui prestare attenzione per un’ottimizzazione efficace.
Scansionabilità e indicizzazione
Come abbiamo già detto nei requisiti fondamentali, è indispensabile assicurarsi che le pagine del sito possano essere “lette” e comprese dai motori di ricerca. Ecco cosa controllare:
- Verificare che non vi siano contenuti importanti bloccati da robots.txt o tag noindex.
- Utilizzare la Google Search Console (o strumenti analoghi) per monitorare l’indicizzazione.
- Assicurarsi che non ci siano contenuti duplicati, cannibalizzazioni o URL orfane che non vengono collegate internamente.
Questi elementi aiutano a facilitare la “visita” degli spider e l’ingresso delle pagine nell’indice. Tuttavia, su ogni sito web ci sono dei contenuti che non sono utili né per l’utente né per i motori di ricerca, in questo caso, aggiungerli al blocco della scansione diventa una buona pratica.
L’obiettivo di questa ottimizzazione tecnica è il risparmio di crawl budget. Cartelle tecniche e file di sistema non necessitano di essere scansionate, per questo motivo è buona pratica inserirli nel file robots.txt con una regola disallow ed evitare la scansione su contenuti non rilevanti.
Un esempio sono le cartelle di WordPress /wp-admin/ generate in automatico; queste è buona norma inserirle in disallow nel file robots.txt.
Velocità e prestazioni del sito web
La velocità di caricamento e le prestazioni generali rappresentano fattori determinanti sia per gli utenti che per i motori. Un sito lento o poco reattivo penalizza l’esperienza e può ridurre il ranking. Per verificare le prestazioni di un sito web puoi usare lo strumento di Google PageSpeed Insights, una volta inserito l’url potrai vedere una panoramica dei Core Web Vitals e le varie ottimizzazioni consigliate.
Alcuni accorgimenti fondamentali:
- Abilitare caching e minificazione del codice ove possibile.
- Comprimere le immagini e abilitare il caricamento lazy loading.
- Ridurre i tempi di risposta del server.
- Garantire core-web-vitals aggiornati e prestazioni ottimali su desktop e mobile.
Struttura del sito e URL
La struttura del sito e la forma delle URL costituiscono il “tessuto” tecnico della SEO.
- Le URL devono essere chiare, descrittive e preferibilmente senza parametri non necessari.
- Usare una gerarchia logica e coerente: dominio → sottocartelle → pagine.
- Link interni ben distribuiti per trasferire “authority” e facilità di navigazione.
- Evitare pagine isolate o difficilmente raggiungibili.
- Ridurre la profondità di click ad un massimo di 3-4 click.
Una buona struttura aiuta sia il motore di ricerca sia l’utente a muoversi con facilità all’interno del sito. Infatti, la struttura di un sito web, nonché l’alberatura, deve essere pensata in base alle keyword e ad una chiara navigazione per l’utente.
Se vuoi sapere come realizzare un’alberatura di un sito web ottimizzata per gli utenti e per i motori di ricerca leggi il nostro articolo dedicato.
Responsività mobile
Dal 5 luglio 2024, Googlebot Smartphone è l’unico crawler di google che esegue la scansione dei siti web: la versione per dispositivi mobili non è più un’opzione ma una necessità. Un sito non ottimizzato per mobile rischia penalizzazioni e scarsa usabilità.
Elementi da controllare: layout adattivo, dimensioni dei font, interazioni touch, caricamento efficiente su reti mobili, assenza di contenuti invisibili o difficilmente fruibili da smartphone.
Certificato SSL (HTTPS)
Il passaggio da HTTP a HTTPS è ormai uno standard: un sito non protetto può essere segnalato come “non sicuro” dai browser e ricevere penalizzazioni in termini di ranking.
Oltre all’installazione del certificato, occorre gestire correttamente i redirect da HTTP a HTTPS, aggiornare gli URL interni e verificare che tutte le risorse esterne vengano caricate tramite protocollo sicuro.
Dati strutturati (Schema markup)
L’uso di markup strutturati consente ai motori di interpretare il contenuto delle pagine in modo più preciso (rich snippet, knowledge graph, ecc.). La corretta implementazione di schema markup può aumentare la visibilità nelle SERP e migliorare l’autorevolezza del sito.
Integrare dati strutturati per articoli, prodotti, organizzazioni o breadcrumb rende più chiaro il “significato” delle pagine per Google e gli motori che scansionano il sito.
Gestione degli errori e redirect
Gli errori (404, 500, timeout) e i redirect mal gestiti sono segnali negativi sia per gli utenti sia per i motori di ricerca. Ecco cosa è necessario controllare:
- Verificare che non vi siano link interrotti o pagine eliminate senza redirect appropriato.
- Usare redirect 301 permanenti quando una pagina cambia URL.
- Evitare catene di redirect troppo lunghe.
- Fornire pagine 404 personalizzate che aiutino l’utente e mantengano il contesto del sito.
Sitemap XML
La sitemap XML è un file che elenca le pagine rilevanti del sito e fornisce ai motori di ricerca una “mappa” da utilizzare per la scansione.
- Dovrebbe essere inviata ogni volta che vengono aggiunte o rimosse pagine significative.
- É necessaria indicarla nei tool per webmaster (es. Google Search Console e Bing Webmaster Tools).
- Deve escludere pagine non rilevanti.
Abitualmente, se usi un plugin per la SEO, viene generata in automatico. Una volta installato e configurato, ti basterà copiare l’URL e inviarlo su Search Console nella sezione “Sitemap” sotto “Indicizzazione”. La stessa cosa va fatta per Bing Webmaster Tools.
Una sitemap correttamente configurata facilita la scansione e l’indicizzazione del sito web e di tutte le sue pagine.
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